Che tu sei qui

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Credits: Andrea Marchese photographer

Ti sei mai preso dieci minuti del tuo tempo? Ti sei mai seduto a tavolino con te stesso o ai piedi del letto chiedendoti se tutto ciò che ti circonda è il risultato di una scelta ponderata o soltanto l’ultimo anello di una lunga serie di concatenazioni fortuite? Hai mai ripercorso all’indietro il tuo stato attuale, cercando di giungere all’evento causante il perché sei qui, ora ed in questo modo?
Chi sono le persone che ti stanno intorno, che ti parlano e condividono del tempo con te? Gli sguardi noti che incontri ogni giorno ti appartengono realmente?

«Oh me, oh vita! Domande come queste mi perseguitano…».

Credits: fotosearch

È che a volte si perde la rotta. E la si perde con una facilità tale da non accorgersene e si continua così, per inerzia, o per pigrizia, scivolando lentamente in una spirale di consuetudini che, a ben vedere, nulla dicono di noi. C’è dunque chi si sente sopraffatto, chi rassegnato, chi proprio ingabbiato e chi cerca un capitano che lo tragga in salvo. Ma non esiste guida al di fuori di se stesso che possa portare a riva un’esistenza inaridita.

«Che tu sei qui». Tu esisti. Tu fai parte del tuo mondo. Tu ne sei l’autore, lo sceneggiatore e il protagonista principale. Se per troppo tempo hai atteso un segno da fuori, adesso è il momento di essere tu il tuo cambiamento. Non esiste un copione già scritto che ti inchiodi a percorrere le stesse strade o a rivolgere la tua attenzione alle stesse persone ogni giorno.
Basta una decisione, una timida ma coraggiosa decisione per cambiare gli eventi. Una manciata di ciottoli può cambiare il corso del ruscello. Una scelta che sia soltanto tua, che possa portare alla piena corrispondenza tra ciò che si vorrebbe essere e ciò che si è. E ti meraviglierai della bellezza che deriva del sentirsi al proprio posto.

Credits: guidagiardino

«…Che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso».

A volte bisogna avere il coraggio di cambiare. È inutile e faticoso continuare a scavare nella sabbia per raggiungere l’acqua. È più semplice invece dirigersi con i propri piedi verso il mare.

Oh me, oh vita!
Domande come queste mi perseguitano,
infiniti cortei d’infedeli,
città gremite di stolti,
che vi è di nuovo in tutto questo,
oh me, oh vita!
Risposta:

Che tu sei qui,
che la vita esiste e l’identità,
Che il potente spettacolo continua,
e che tu puoi contribuire con un verso.
Walt Whitman

 

                                                                                        Francesca Prattichizzo