Un insolito parallelismo al Teatro Rossi di Torremaggiore

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Come unire il Foggia Calcio di Zeman con Kurt Cobain dei Nirvana? Lo ha raccontato Pierluigi Bevilacqua nella sua rappresentazione teatrale andata in scena a Torremaggiore

Sabato 2 febbraio al Teatro Comunale Luigi Rossi di Torremaggiore è andato in scena Frichigno di Enrico Cibelli, nel monologo diretto ed interpretato dall’attore foggiano Pierluigi Bevilacqua, che è riuscito a raccontare in novanta minuti la sua Foggia, considerata dal Sole 24Ore tra le ultime nella lista nera delle città italiane per la qualità della vita.

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Bevilacqua racconta la città di Foggia attraverso gli occhi del ragazzo diciassettenne qual era, vissuto negli anni novanta, soprattutto nel periodo di tempo tra il 1991 e il 1995 quando la squadra del Foggia Calcio militava nella Serie A e il suo allenatore era il grande Zdenèk Zeman, chiamato nel 1989 dal Presidente Pasquale Casillo per cambiare le sorti della città intera attraverso il calcio, creando il mito della “Zemanlandia” che tanto ha fatto parlare di Foggia in tutta la penisola.

Con la stessa veemenza della passione per il calcio, il giovane Bevilacqua era anche un fan dei Nirvana, soprattutto del suo leader, Kurt Cobain. Così nella dialettica del monologo, l’attore foggiano pone un parallelismo tra il cantante dei Nirvava − che ancora oggi rappresenta un mito − ed il Foggia Calcio di Zeman che stava diventando una squadra importante nel panorama calcistico italiano, sfiorando addirittura l’accesso alle competizioni europee. Alla fine, sia il cantante grunge che la società calcistica, seppur per diversi motivi, arenandosi nell’inesperienza e nelle difficoltà dei mezzi, sono sprofondati chi nella tragedia, chi nella retrocessione e nell’oblio. Ma per un momento, l’ottimismo nella mente di quel ragazzo foggiano si era acceso, nella consapevolezza che, anche se si nasce in un posto a dir poco sconosciuto, dove tutti si rassegnano allo scorrere passivo della vita, si può realizzare all’improvviso la speranza di un riscatto.

Nel parlare al pubblico delle sue più grandi passioni, la musica ed il calcio, Bevilacqua intercala nel monologo il racconto delle cronache sulla mafia foggiana di quei tempi, facendo nomi e cognomi di malavitosi e pregiudicati e raccontando le atrocità accadute, riportate anche dai notiziari nazionali.
Una serata al teatro, quindi, ricca di emozione e di denuncia verso argomenti alquanto difficili da trattare ma che, se raccontati attraverso un coinvolgente linguaggio teatrale, sembrano poi più facili da comprendere.
Nella mattinata dello stesso sabato l’attore foggiano ha tenuto spettacolo per gli studenti del liceo classico Fiani di Torremaggiore che, come egli stesso ha tenuto a precisare, hanno rappresentato un pubblico molto attento ed interessato. Il teatro è sempre un luogo dove, emozionandosi, si può imparare tantissimo. Grazie questa volta a Frichigno.

Angelica Manna