Roberto Matatia finalmente a Torremaggiore per la presentazione del suo romanzo “I vicini scomodi”

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Nel mese di novembre 2018 a Torremaggiore c’è stato un episodio che ha avuto risonanza nazionale. Una insegnante del Liceo cittadino aveva avuto l’idea di organizzare una presentazione del romanzo storico I vicini scomodi. Storia di un ebreo di provincia, di sua moglie e dei suoi tre figli negli anni del fascismo, (Giuntina, 2014) invitando l’autore stesso, Roberto Matatia a presenziare a scuola e a dialogare con gli studenti su una trama sì storica, quanto attuale. Dopo dibattiti e chiarimenti per l’organizzazione dell’evento nell’ambito scolastico, si è finalmente fissata come data della presentazione venerdì 15 febbraio 2019 nei locali del Liceo Fiani-Leccisotti, in mattinata.
Nel pomeriggio, per iniziativa dell’ANPI locale, il libro verrà presentato a tutti i Cittadini nella Sala Museo Civico del Castello Ducale di Torremaggiore alle ore 17,30.

Credits: www.italyamonews.com

«È l’estate del 1938. Nissim è un ebreo greco, da pochi anni trasferitosi in Italia. Le sue capacità gli hanno permesso di raggiungere la tranquillità economica. L’apice del suo successo è una casa di mattoni rossi che sorge nella via più elegante di Riccione, di fronte alla spiaggia e, soprattutto, a pochi metri dalla villa dell’uomo più potente dell’epoca: il Duce. Una posizione ambita e invidiata da uomini di potere, fossero gerarchi o industriali. Mentre l’estate prosegue fra feste, ricevimenti, vita di spiaggia, l’atmosfera, per gli ebrei, comincia a farsi pesante. Una vicinanza così evidente di una famiglia di ebrei alla residenza di Mussolini è decisamente inopportuna. Così, sempre più insistenti iniziano le pressioni degli sgherri del regime sul povero Nissim affinché venda la villa. Nissim resiste disperatamente, finché le leggi razziali non cadono come una mannaia anche su di lui. Le minacce di violente ritorsioni costringono la famiglia a cedere per pochi soldi la famosa villa e a cercare di sopravvivere nella condizione di paria in cui la legislazione razziale li ha ridotti.

Credits: youtube

La figlia Camelia ci ha lasciato una preziosa testimonianza di quegli anni: alcune lettere giunte fino a noi in modo fortunoso. L’innocenza dell’adolescenza è più forte della crudeltà del mondo adulto e, pur vivendo in un mondo sconvolto dall’odio e dalle violenze verso la sua “razza”, Camelia ci racconta i suoi sogni e i suoi progetti, ma anche il suo tormento per la famiglia, fino all’ultima lettera d’addio, scritta al suo amato, pochi istanti prima di essere portata via per quello che sarà il suo ultimo viaggio». (Fonte www.giuntina.it)

Testo tratto dal comunicato di Fulvio De Cesare