Uno sciopero per rilanciare l’industria delle costruzioni sul territorio

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Credits: fenealuil.it

«Anche Foggia aderirà allo sciopero nazionale del 15 marzo: cantieri, fabbriche del legno e dell’arredo, cave, fornaci e cementerie si fermeranno per 8 ore per chiedere e pretendere il rilancio dei settori dell’intera filiera delle costruzioni».
A dichiararlo Juri Galasso, segretario generale della Feneal-Uil, Urbano Falcone, segretario generale della Filca-Cisl, Giovanni Tarantella, segretario generale della Fillea-Cgil.
«Per rilanciare il Paese occorre una politica industriale in grado di rilanciare l’intera filiera delle costruzioni: dall’edilizia ai materiali, dal settore del legno e arredo al cemento, dai lapidei al settore dei laterizi. In Capitanata i cantieri sono fermi, il “Patto per la puglia” stenta ad entrare nella fase operativa. Il ricorso al lavoro nero e grigio, le morti bianche stanno sempre più precarizzando e soffocando un comparto che nel passato è stato il motore pulsante dello sviluppo di questo territorio.  In sintonia con le segreterie nazionali chiediamo al Governo soluzioni per affrontare la più grave crisi dei nostri settori dal dopoguerra ad oggi, e risposte alle oltre 600 mila persone che hanno perso il lavoro e al milione che rischia di perderlo in Italia», dichiarano i segretari generali di Feneal, Filca e Fillea Foggia che aggiungono:  «Occorre una cabina di regia presso Palazzo Chigi per riaprire i cantieri con politiche mirate che intervengano tanto con strumenti finanziari mirati per le imprese del settore (un Fondo nazionale di Garanzia) che per sbloccare le grandi opere da Nord a Sud. Serve una politica di investimenti mirati in grado di essere immediatamente tradotti in piani straordinari per la messa in sicurezza di territori, strade, ponti».
Per Galasso, Falcone e Tarantella, è indispensabile «qualificare le stazioni appaltanti sempre meno in grado di progettare e di rendere esecutivi i bandi fatti. Occorre un piano per la qualità delle materie prime al servizio di ristrutturazioni, rigenerazione e anti sismico, di nuove politiche abitative. Occorre una sistematizzazione degli incentivi, da quelli per le ristrutturazioni a quelli per il risparmio energetico e per il bonus mobile. Serve una politica di tutela e riconversione dell’occupazione nei settori dei materiali, serve qualificare l’impresa e contrastare il dumping contrattuale con un sistema che premi qualità e sicurezza».
Altro aspetto chiave, la necessità di “sburocratizzare” il Codice degli Appalti: «Occorre accelerare sugli appalti verdi – dicono ancora i tre sindacalisti – al fine di premiare chi fa ricerca ed innovazione nei nostri settori. Serve una sburocratizzazione mirata di diversi passaggi del Codice Appalti senza ridurre tutele e diritti e senza tornare alla liberalizzazione dei sub appalti o al massimo ribasso. Per queste ragioni – concludono Galasso, Falcone e Tarantella – le lavoratrici e lavoratori di Foggia dei nostri settori saranno in piazza il prossimo 15 Marzo a Roma. Per chiedere lavoro e sviluppo, consapevoli che se non riparte il settore delle costruzioni non ripartirà il Paese».

Dal comunicato di Feneal-Uil Foggia
foggia@fenealuil.it