Quando gli animali cercano aiuto

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Credits: oipa.org

Estate, tempo di sole, viaggi, vacanze e… abbandono di animali. No, questo non vuol essere il solito articolo stagionale contro il loro abbandono prima delle ferie, come una di quelle notizie da Tg estivo, che si trasmettono quando non si ha altro di cui parlare. Questa volta voglio raccontare una bella storia, una storia a lieto fine; anzi, a pensarci bene, più di una: tante, infinite storie a lieto fine che riguardano i nostri amici, non solo quelli a quattro zampe, ma anche quelli dotati di ali, pinne, artigli…


Anni fa mi capitò di trovare a terra un piccolo di rondone, attorniato da ragazzini che di certo non sapevano come trattare un animaletto indifeso. Lo tenevano per un’ala, come se fosse un giocattolo. Non potendo osservare quello spettacolo oltre e incurante delle lamentele del ragazzo più grande che ne rivendicava il diritto di proprietà avendolo trovato per primo, lo raccolsi e lo portai a casa. Lo nutrimmo come potemmo, il piccolino era spaventato e forse necessitava delle cure di un esperto, ma era sera e non potemmo fare altro che metterlo in sicurezza per la notte. Il giorno dopo iniziai una serie di telefonate a vari numeri di soccorso animale, ma nessuno se ne voleva prendere cura. «Il solito scaricabarile», pensai. Pubblicità su pubblicità a favore degli animali in televisione, on line, sui social e poi, nel bisogno…? Come ultima spiaggia digitai parole come «animali», «soccorso» sulla banda di ricerca di facebook e mi comparve il profilo di un ragazzo che non esitai a contattare. Mi disse subito: «Contatta Linda Tortorelli, lei se ne può prendere cura». Un po’ delusa dall’ennesimo rimando non mi rimaneva altro che scrivere alla persona in questione.

È così che sono entrata in contatto con una persona speciale, una ragazza che dà tutta se stessa per gli animali. Una volontaria dell’Oipa che non si tira mai indietro di fronte alle innumerevoli richieste d’aiuto e di cura di animali abbandonati, siano essi cuccioli che necessitano soltanto di tempo per diventare autonomi o, come il più delle volte accade, animali feriti per incidenti o a causa della cattiveria dell’uomo. L’ultima volta le ho portato un piccione planato sul mio terrazzo, ma lei quotidianamente si dà da fare per rimettere in sesto ogni tipo di animale e, appena possibile, cerca di portarli a Bitetto, all’Osservatorio Faunistico Regionale, ente che si occupa di accogliere e curare gli animali selvatici feriti o in difficoltà di tutta la Puglia. Il suo non è un lavoro, semmai una spesa o un’incombenza, si potrebbe pensare, facendo tutto in autonomia. Ma per lei è il mantenimento di una promessa fatta al suo cane, anni fa, che ha perso la vita per salvarla.

Da quel gesto d’amore fatto per lei d’istinto, come solo gli animali sanno fare, è scaturita una catena di bene che ha permesso di salvare tantissime vite, alcune delle quali senza speranza. Mi piace quindi pensare che Sirio, il suo cucciolo, giornalmente riceva, oltre il ponte dove si trova adesso, i ringraziamenti di chi si è salvato grazie all’intervento della sua padroncina.
Gli animali ci insegnano davvero tanto. Ci insegnano cose che noi, semplici umani, facciamo fatica a comprendere nel nostro quotidiano. La fedeltà incondizionata, il rispetto, la pazienza… Un legame che matura lentamente ma che diventa indissolubile, che diventa per sempre. Noi non siamo più capaci di capire il senso del «per sempre». Abbiamo molto da imparare e possiamo iniziare a farlo guardandoli nel modo in cui loro stessi guardano noi; una sorta di empatia animale, potremmo chiamarla. Mi chiedo sempre: e se fossi io nella situazione di quel piccolo passerotto caduto dal nido? Di quel pipistrello stordito che non riesce più a prendere il volo? O di quel riccio che sta attraversando la strada rischiando la morte? Se fossi io a chiedere aiuto e a non ricevere risposta?

Se il deterrente a soccorrere gli animali è stato finora il fatto di non potersene prendere cura per via del lavoro o della famiglia, grazie a queste persone speciali non abbiamo più scuse, e il loro sguardo saprà sicuramente ricompensarci nella giusta maniera.

Francesca Prattichizzo