Rinaldo Consoletti e quel “provino” sempre sognato! 

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Intervista a Rinaldo Consoletti, segretario della ASD Gioventù Calcio San Severo, che ricorda come il suo percorso sportivo sia iniziato e come si aggiorni oggi, giorno dopo giorno

«Bastavano quattro pietre, quattro zaini e poche regole di geometria per avere un campo e sognare! Le prime competizioni tra quartieri, l’amico che ti invita a giocare un torneo parrocchiale, lo pseudo procuratore alla Roberto Sedinho che ti porta in una società locale e ti fa vivere il tuo primo provino! Poi di acqua ne passa sotto i ponti e ti accorgi che quel provino che sembra non abbia portato a niente ti ha riservato germogli futuri e frutti che vanno assaporati e gustati a distanza di molti anni!». Con queste parole  il segretario della ASD Gioventù Calcio San Severo Rinaldo Consoletti ci racconta che quel “provino” era necessario e nonostante anni di puro divertimento, capitava spesso che molte società chiudessero e nella sua testa non è passato un giorno che non pensasse a cosa fare affinché questo non capitasse più.
Molti i talenti locali partiti e poi tornati, molte le strutture piene e poi abbandonate; ricordi su ricordi che tra il 2015 e il 2016 riaffiorano insieme a Gianluca Cassone, che riporta Rinaldo in mezzo ai ragazzi della stessa età di quando si sognava quel “provino”, la famiglia della ASD Juventus Club San Severo, dove conosce Raffaele Clema e Giuseppe Spada. Da lì, per gioco, riemergono tanti progetti realizzati e altri sospesi… «Ricordo l’affiliazione alla FC Bari Academy, i ragazzi al San Nicola, la speranza di vederne qualcuno lì, a giocarsi il “provino”».
Il tempo spesso stravolge le carte, ma la famiglia resta e insieme a questi tre collaboratori nasce l’intesa con una ex società sanseverese. Prende forma, così, la ASD Gioventù Calcio San Severo, insieme ad una escalation di attività e programmazioni sportive che il panorama visto in cima è mozzafiato! Categorie di pulcini affamate di vittorie, un settore giovanile sempre ai vertici delle classifiche dei corrispettivi campionati, il calcio femminile e la prima squadra già in seconda categoria dopo il primo anno!

Ci racconta Rinaldo dell’incontro ritrovato con l’amico Luigi Cascavilla e del suo impatto da top manager nella gestione sportiva nei panni del DS della suddetta società. «Ringrazio oggi e per molto tempo ancora tutte queste persone che hanno avuto fiducia in un progetto non da poco e che, soprattutto, mi sopportano!». Un progetto al quale San Severo più è più volte ha partecipato, movimentando in modo sano e costruttivo la stampa locale, i media locali sempre sul pezzo. Scrivere della gioventù significa scrivere di sport a 360°. Recente (e verrà ricordato a lungo da molti ragazzi) lo stage avvenuto lo scorso mese con i tecnici del Real Madrid clinic, dove a San Severo per la prima volta è arrivata la tecnologia e la metodica di insegnamento delle Merengues! «Ci riteniamo soddisfatti e ne usciamo con un bagaglio culturale che ci permette di curare i nostri ragazzi per molti e molti anni ancora, grazie alle metodologie apprese e visionate insieme a dei tecnici preparatissimi!».
Non per importanza secondaria ma lo sport visto dallo stesso Rinaldo non è solo formare il calciatore, ma anche l’uomo, e grazie al suo impegno nel sociale presso l’associazione donatori di sangue Fidas Torremaggiore di cui è vicepresidente, vuole siglare un gemellaggio associativo da cui partono una serie di eventi a scopo benefico che attraversano tutta la Capitanata, calcando i campi da calcio di diverse comunità del foggiano, con il triangolare Insieme per la Vita, in collaborazione con il Banco alimentare della Daunia “Daniele Vassalli”, l’amico Gianluca Russo ed il mentore e fratello associativo Fabio Cercio. Sono state coinvolte in questo progetto squadre dei servizi sociali, polizia locale, amministratori comunali, Siap appartenenti polizia di stato, comunità di migranti, associazioni ONLUS e categorie di ragazzi dai giovanissimi agli allievi. Nessun costo, nessun introito: ogni evento è stato ricordato per il gesto altruistico di beneficenza del pubblico partecipante alla raccolta alimentare per le famiglie indigenti.
Conclude Rinaldo: «Senza quel provino, che tutti abbiamo almeno una volta sognato, non ci sarebbe stato inizio per la nostra società, per i nostri ragazzi e per i nostri figli. Non ci sarebbero più società disposte a credere negli ideali umani e sportivi e ad investire il loro tempo libero affinché quel provino diventi il loro inizio e non la loro fine!».

La Redazione