I ragazzi Erasmus della Scuola “Petrarca-Padre Pio” di San Severo.

L'Erasmus non si può spiegare, ma solo vivere e sentire nel profondo, con il cuore e sulla pelle, emozionandosi, attimo dopo attimo. Ed è proprio quello che accade ogni volta ai ragazzi Erasmus della “Petrarca- Padre Pio” durante i meeting all’estero

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Il 20 ottobre siamo partiti alla volta della Turchia, diretti a Trebisonda, per realizzare il secondo meeting del Partenariato “HEY” insieme agli altri partner provenienti da: Danimarca, Spagna ed Ungheria. Le famiglie degli alunni Antonio Apparente, Kacper Broniewicz, Elisa Grassano, Luigi Grasso e Marialetizia Rubano, visibilmente emozionati, hanno augurato il buon viaggio ai loro figli e alle docenti accompagnatrici: le professoresse Anna Luisa Curatolo e Mariachiara Giarnetti. Ad attenderci all’aeroporto di Trebisonda c’erano la coordinatrice, Serap Altun Sensoy insieme al Dirigente turco, Olcay Bulut; subito dopo abbiamo incontrato le splendide famiglie turche ospitanti che avrebbero accolto i nostri alunni nelle loro case per i giorni seguenti.

Numerosi e coinvolgenti i momenti emozionanti che hanno lasciato un segno tangibile nel nostro cuore: la cerimonia del te’, in primis, in Turchia è da considerarsi un vero e proprio rito con cui l’ospite si sente davvero coccolato ed accolto come fosse a casa propria. Gli alunni hanno realizzato un laboratorio dedicato proprio alla preparazione del tè, guidati sapientemente dalle docenti e dalle mamme turche. La teiera si compone di due utensili diversi: una parte inferiore a diretto contatto con la fonte di calore in cui viene messa a bollire l’acqua e la teiera vera e propria che viene posizionata sopra e che servirà a versare direttamente il tè. Nella teiera vengono messe in infusione foglie, fiori odorosi, fettine di mela insieme a bastoncini di cannella per dare un tocco sapientemente speziato che dall’olfatto raggiunge direttamente il cuore dei commensali. La miscela in infusione dovrà sobbollire per una quindicina di minuti, liberando nell’aria le note profumate delle foglie del tè e, solo dopo potrà essere assaporato in tutta la sua pienezza, versandolo nei tipici bicchieri dalla forma sinuosa che ricordano le suadenti curve femminili. Quando è possibile la cerimonia del tè si consuma prendendo posto su sedili e cuscini bassi posati su tappeti variegati dai mille colori, eliminando le scarpe, seduti in circolo e parlando in serenità ed armonia esteriore, oltre che interiore.

Può capitare che nel frattempo riecheggi l’adhan (il canto) del muezzin che, dai minareti della moschea, chiama alla preghiera i fedeli, recitando versetti del Corano inneggianti ad Allah. È una esperienza davvero speciale perché quel canto dolce, al di là del proprio credo religioso, orienta ciascuno a guardarsi dentro, anelando il proprio infinito che da sempre orienta e motiva il nostro vivere, bramoso di orizzonti che profumano di assoluto. E… da italiani, vi chiederete, niente caffè…?

Il caffè turco non è affatto meno coinvolgente del tè: del nostro caffè non ricorda che il nome, servito in tazze con il coperchio in uno stile pieno di ghirigori, dal sapore forte e corposo che ti avvolge con forza e ti culla con note ferme e robuste. Guai a girarlo, la miscela polverosa deve sedimentare sul fondo della tazza come le asperità della vita che mai devono prendere il sopravvento, ma al massimo devono restare sopite e quiete sul fondo delle nostre giornate. Il caffè, alquanto caldo, viene sorseggiato fino a quando non rimane che il fondo denso e polveroso ridotto quasi in crema. E poi, alla fine, si richiude la tazzina, si capovolge e, volendo si può incontrare qualcuno riesca ad interpretare e a leggere le forme che appaiono alla vista, riaprendo la tazzina. Un pizzico di esoterismo che certamente incuriosisce e aiuta a pensare anche che possiamo interrogare il fato per strappargli previsioni propizie.

Monastero di Sumela – credits: wikipedia.org

Noi abbiamo offerto ai nostri partner europei una dissetante limonata preparata al momento con i nostri tipici limoni del Gargano, il cui gusto ha trovato l’approvazione dei presenti che hanno anche chiesto il bis. Le attività sportive ed i giochi realizzati durante il meeting hanno insegnato agli alunni l’immenso valore dello spirito di squadra per ciascuno e per tutti nel contempo. Gli alunni sono stati sempre molto coinvolti e partecipi anche durante le attività laboratoriali dedicate, questa volta, alla preparazione delle bevande salutari. Essi hanno tagliato frutta e vegetali per preparare poi degli ottimi centrifugati da bere tutti insieme. Siamo andati anche alla scoperta del territorio, visitando il monastero di Sumela, facendo la traversata del Sera Lake e recandoci al dove abbiamo fatto un picnic all’aperto e godendo dell’area divertimento di Uzungöl in cui gli alunni hanno fatto il volo dell’angelo ed altre attività simili. Il loro entusiasmo è giunto davvero alle stelle!

Uzungöl Lake – credits: itinari.com

Per noi, “ragazzi Erasmus”, la magia è cominciata davvero in Turchia, fin dal primo momento in cui siamo giunti a Trebisonda: in tanti dall’Italia ci mettevano in guardia dicendo che recarci in Turchia poteva essere pericoloso perché c’era la guerra, invece noi, caparbiamente, abbiamo aperto le nostre menti per imparare gli uni degli altri in perfetta armonia e gratificante condivisione e, possiamo rassicurarvi, di non aver visto alcun segnale bellico o che potesse far ci pensare ad una situazione di pericolo. Torniamo a casa con il cuore pieno di emozione per il bagaglio di esperienze acquisite e, con una gran dose di tristezza perché il commiato dalle gentili famiglie ospitanti, dai docenti turchi e dagli altri partner di progetto, ogni volta è sempre più difficile e mai lo è stato come questa volta.

Durante i meeting Erasmus si condivide la meraviglia della vita, si respira a pieni polmoni aria di condivisione e speranza che non esistono frontiere o barriere di comunicazione. L’Erasmus non si può spiegare, ma solo vivere e sentire nel profondo, con il cuore e sulla pelle, emozionandosi, attimo dopo attimo. Ed è proprio quello che accade ogni volta ai ragazzi Erasmus della “Petrarca- Padre Pio” durante i meeting all’estero. Io e la prof.ssa Giarnetti abbiamo scelto da molti anni di coltivare lo spirito dei “ragazzi Erasmus” del segmento della scuola secondaria inferiore ed orgogliosamente possiamo dire che il team dei “ragazzi Erasmus Petrarca-Padre Pio” è sempre più numeroso e meravigliosamente unico a San Severo. Il prossimo meeting avrà luogo a dicembre nell’isola francese de la Reunion. A presto e, buona vita Erasmus a tutti!

Annalisa Curatolo e Mariachiara Giarnetti