Ciak! Si gira… un corto a Torremaggiore per l’eccidio del 1949

Un corto cinematografico per raccontare una triste storia del dopoguerra italiano, una delle tante che racconta di un popolo affamato, senza tutela nei diritti e di uno stato di polizia impreparato, violento, che reprimeva con troppa approssimazione la libertà di espressione...

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foto di Alessandro Russi

Chi era Antonio Lavacca? Chi era Giuseppe Lamedica? Cosa rappresentano per Torremaggiore? Tanti sono i nomi che, posti sui marmi agli angoli delle vie, spesso interrogano i passanti sulla loro origine ed identità. E semmai un Giacomo Matteotti oppure un Luigi Rossi solleticano nozioni di pagine di scuola appena sfiorate, altri nomi possono risultare meno conosciuti, se non a consanguinei ancora in vita. Una di queste vie, a ridosso della Pineta Comunale di Torremaggiore riporta i nomi di due compaesani, Antonio Lavacca e Giuseppe Lamedica, il primo bracciante agricolo di 42 anni, il secondo stradino comunale di 37 anni.

La storia
Volgeva il 1949 ed in quell’anno era grave la situazione di disoccupazione agricola, tanto che nella vicina San Severo il lunedì 28 novembre inziava uno sciopero generale, che faceva registrare scontri tra i lavoratori della terra e le forze di polizia. Il giorno successivo a Torremaggiore, i braccianti agricoli erano radunati davanti alla locale camera del lavoro e facevano pressioni per ottenere l’ingaggio lavorativo, ma essendo piccola quella sede, il segretario Nicola Lamedica decise di uscire in piazza per leggere ai convenuti il telegramma ricevuto dalla Camera del Lavoro Provinciale nel quale si invitava a continuare lo sciopero anche per lo stesso giorno di martedì.

Era anche presente l’Arma dei Carabinieri: il maresciallo Cariello ordinava di sciogliere l’assembramento di cittadini accorsi ad ascoltare il segretario Lamedica, che pareva un comizio: minacce ed insulti non si fecero attendere e gli agenti delle forze dell’ordine cominciarono a caricare con manganelli e calci di fucili. Nonostante le proteste dei braccianti, si arrivò allo scioglimento della riunione, ma nel frattempo i Carabinieri giunti da San Severo, alla guida del capitano Mollo, cominciarono ad esplodere colpi in aria. Nella colluttazione il brigadiere Risi prese a maltrattare verbalmente la cognata del bracciante Antonio Lavacca, che non sopportando una così vile aggressione, si avvicinò a lui per redarguirlo rabbiosamente. Il brigadiere senza esitazione esplose un colpo di pistola in piena fronte: Antonio Lavacca cadeva fulminato all’istante.
Dopo aver visto cadere abbattuto da colpi di calcio di fucile in testa un altro bracciante, Salvatore Gravina, poco distante Giuseppe Lamedica improvvisamente si trovò di fronte anch’egli a pochi metri dal brigadiere Risi che col mitra spianato gli fece fuoco addosso, ma non morì sul colpo: vani furono i tentativi di soccorso che la bracciante Teresa De Santis tentò di porgere, perché Giuseppe Lamedica moriva da lì a poco in una pozza di sangue. Anche la sarta Giuseppina Faienza decedeva in quegli attimi concitati per via di malore sofferto al cuore. In quella giornata di violenza si contarono alla fine 38 arresti, tra uomini e donne.

Il processo del 1951 per l’eccidio di Torremaggiore nel Tribunale di Lucera si concluse con l’assoluzione per insufficienza di prove del brigadiere Risi e la condanna di tutti i lavoratori che erano stati arrestati.

foto di Alessandro Russi

Tra Torremaggiore e San Severo in questi giorni si sono concluse le riprese del corto su Antonio Lavacca e Giuseppe Lamedica, torremaggioresi, persone del popolo seppur attivisti del Partito Comunista che durante un assembramento in piazza, che non era una manifestazione, che non era un comizio, persero la vita per difendere il diritto di ogni lavoratore nell’ottenere un impiego ed una paga giustamente retribuita.

foto di Alessandro Russi

A settant’anni dalla loro assurda e barbara uccisione, la Città di Torremaggiore per mezzo del Sindaco Emilio Di Pumpo e dell’Ufficio Cultura ha commissionato al videomaker Aurelio Ercole Lariccia un corto cinematografico dal titolo: “Lavacca e Lamedica. Storia di un eccidio” per raccontare questa triste storia del dopoguerra italiano, una delle tante certamente che racconta di un popolo affamato, senza tutela nei diritti e di uno stato di polizia impreparato, violento, che reprimeva con troppa approssimazione la libertà di espressione.

foto di Alessandro Russi

Con il socio e collega videomaker Nicola Lamedica sono iniziate il 2 novembre le riprese che hanno interessato alcune vie storiche del Codacchio di Torremaggiore, il nucleo più antico che si sviluppa a ridosso del Castello Ducale e della Chiesa Matrice di San Nicola: anche la vicina San Severo è stata interessata dalle riprese di alcune scene, al fine di mantenere vivo un legame tra queste due Città della Capitanata, vicine geograficamente, ma da sempre unite in tante circostanze storiche, nel bene e nella cattiva sorte.

foto di Alessandro Russi

Sotto la regia di Paolo Di Capua, il corto commissionato ad Aurelio Ercole Lariccia con Nicola Lamedica si avvarrà di Paolo Francesco Iammarrone per la cura dell’audio e l’adattamento musicale, Gianni Nevino agli effetti speciali, Davide Vocale che sarà la voce fuori campo, Angelica Manna quale assistente di scena, Katia Valente alla selezione musicale, Alessandro Russi come fotografo di scena ed infine Elisabetta Ciavarella allo studio dei testi e ricerca dei documenti.

foto di Alessandro Russi

Questi i protagonisti “prestati” per l’occasione dalla Compagnia Teatrale Il baffo di Torremaggiore:

Tommaso Ippedico nella parte di Giuseppe Lamedica,
Giuseppe Russo nei panni di Antonio Lavacca,
Salvatore Di Ianni nella parte del segretario Nicola Lamedica,
Giuseppe Farino sarà il maresciallo Cariello,
Antonio Fabbiano interpreta il brigadiere Risi,
Pasqualina Celozzi interpreta la cognata di Antonio Lavacca,
Michele Ringoli interpreta il bracciante Salvatore Gravina,
Concetta Angeloro interpreta la bracciante Teresa De Santis,
Cinzia Iarrapino sarà la moglie di Antonio Lavacca.

foto di Alessandro Russi

Aspettiamo dunque con curiosa ambizione la presentazione del corto cinematografico che sarà presentato venerdì 29 novembre a Torremaggiore, ancora una volta Città di storia nella storia.

Danilo de Felice