Superate le seimila prestazioni nel 2019 al PPIT di Torremaggiore

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Soddisfazione dal Comitato Salute Alto Tavoliere che continua ad incalzare la Regione Puglia sull’attivazione dei restanti servizi sanitari che si attendono dal 2011

Il PPIT –  Punto di Primo Intervento Territoriale di Torremaggiore all’interno dei locali dell’ex Ospedale “San Giacomo” ha superato nella mattinata del 14 dicembre 2019 alle ore 10.00 con successo le seimila prestazioni annue prima della fine del 2019, previste dal Decreto Balduzzi (DM 70/2015) per poter restare attivo, in attesa del passaggio a postazione medicalizzata fissa del 118. Segue la nota del Presidente del Comitato Salute Alto Tavoliere della Puglia, Michele Antonucci, sul raggiungimento di questa importante soglia numerica.

«Il raggiungimento delle seimila prestazioni al PPIT di Torremaggiore rappresenta una conferma sull’importanza della postazione medicalizzata fissa h24 all’interno dei locali dell’ex nosocomio torremaggiorese, per un bacino di utenza di oltre trentacinquemila persone residenti nell’Alto Tavoliere pugliese, da Torremaggiore, San Paolo di Civitate, Serracapriola, Chieuti, Casalvecchio di Puglia, Casalnuovo Monterotaro, Castelnuovo della Daunia, ma non mancano accessi anche da San Severo, Apricena e Sannicandro Garganico. Il nostro plauso e ringraziamento va all’intero team PPIT di Torremaggiore, laddove lavorano quattro dirigenti medici, sei infermieri, quattro autisti e tre ausiliari, che svolgono ed hanno sempre svolto con grande competenza la gestione dei codici bianchi e verdi, oltre alla stabilizzazione e normalizzazione dei codici gialli e rossi.
Il presidio torremaggiorese svolge ed ha sempre svolto con efficacia il ruolo di filtro ed evita il sovraffollamento del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero “Teresa Masselli Mascia” di San Severo, distante 10 km, del Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Foggia, distante 45 km e del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, distante 42 km, già saturi per l’elevato bacino di utenza fisiologico.Abbiamo ricevuto nel corso della nostra battaglia poca attenzione dalla Regione Puglia e dal Governatore Michele Emiliano che ha preferito minimizzare la presenza di questo importante presidio, argomentando questa frase solo con la poca distanza chilometrica presente tra il PPIT di Torremaggiore ed il Pronto Soccorso di San Severo, dove sono noti gli elevati tempi di attesa. Irricevibile anche la solita battuta che nei PPIT si muore se si hanno codici più gravi, smentito dai fatti: basta vedere la stabilizzazione dei codici gialli e rossi a Torremaggiore, che non hanno provocato un solo decesso.

I numeri sono dalla “nostra” parte e rappresentano il nostro punto di forza anche rispetto ad altri PPIT della Capitanata che riescono ad avere anche picchi altissimi di accessi nel periodo estivo grazie all’afflusso del turismo nel Gargano. Torremaggiore invece non essendo località turistica e riuscendo a realizzare questi numeri, meriterebbe altre considerazioni da parte della Regione Puglia in logica di rete di servizi sanitari con San Severo dando risposte effettive ai bisogni sanitari della comunità dell’Alto Tavoliere pugliese. Richiediamo pertanto nuovamente al Governatore Emiliano poiché siamo a poche settimane dalla campagna elettorale per le regionali pugliesi che a Torremaggiore e all’Alto Tavoliere deve darci ancora delle risposte:
1) attendiamo il cronoprogramma chiaro sull’attivazione della RSA R1 con venti posti letto da attivare al “San Giacomo” di Torremaggiore;
2) attendiamo a breve i nuovi macchinari alla Radiologia – sono state date rassicurazioni dalla Direzione Generale dell’ASL FG – ma attendiamo il cronoprogramma di avvio lavori per il consolidamento strutturale del Reparto;
3) attendiamo risposta formale alle sei interrogazioni urgenti poste alla Sua attenzione per le vicende sanitarie che riguardano l’Alto Tavoliere;
4) attendiamo risposta formale sulle motivazioni che hanno indotto la Giunta Regionale ad eliminare la storica dicitura “San Giacomo” all’ingresso principale dell’ex nosocomio;
5) attendiamo risposta formale sulle reali motivazioni che hanno indotto la Giunta Regionale con il Regolamento Regionale del 21 gennaio 2019 n. 7 2019 a tagliare 14 posti letto rispetto al Regolamento Regionale n. 14 del 5 giugno 2015 a Torremaggiore, senza alcuna concertazione con il territorio;
6) attendiamo risposte formali per l’attivazione del Day Service Chirurgico a Torremaggiore, già attivato nei rispettivi PTA – Presidio Territoriale di Assistenza – di San Marco in Lamis e Monte Sant’Angelo.

Tutti i nostri inviti formali per venire a Torremaggiore non hanno ricevuto alcuna risposta, ma siamo convinti che ci rivedremo al taglio del nastro inaugurale del reparto RSA R1. Non arretriamo di un millimetro per la salvaguardia del diritto alla salute di una comunità territoriale di oltre trentacinquemila persone. La Capitanata Settentrionale ha pagato un prezzo altissimo per le riforme sanitarie e da dicembre 2010 diventando “terra di nessuno”. Le colpe evidenti degli ultimi governali regionali vanno ricercate in primis nella non condivisione con i territori delle scelte che sono state attuate con le successive delibere, ma su questo i cittadini sono consapevoli ed auspichiamo una seria riflessione in occasione delle imminenti elezioni regionali, per non dare consenso a chi ci prende in giro dal 2011».

Comunicato a firma del Presidente
Comitato Permanente per la Salvaguardia
della Salute dei Cittadini dell’Alto Tavoliere della Puglia.

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