Profumi di Paesi lontani, suoni di lingue diverse.

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Mentre il mondo alza muri e chiude le frontiere, la nostra scuola “Petrarca – Padre Pio” e i nostri studenti scelgono di valicare i confini nazionali ed europei per andare alla scoperta di nuovi mondi e nuove culture. Si tratta, questa volta, di un possedimento francese d’oltremare: L’Ile de la Reunion, un’isola nell’Oceano Indiano a 800 km ad est del Madagascar.

A supportarci è come sempre il programma Erasmus+ KA229, il programma Europeo che permette ai nostri studenti di vivere esperienze di studio e scambio all’estero che sono, come sempre, precedute da un intenso lavoro preparatorio svolto anche grazie alla piattaforma interattiva offerta da eTwinning nel Twinspace del progetto e ai dispositivi multimediali che permettono una assidua comunicazione tra i partner.

È la prima mobilità del progetto “Healthy mind, healthy learners”, il cui oggetto è il benessere psico-fisico, le discipline sportive e la corretta alimentazione che concorrono a formare l’alunno “sano” nel senso globale del termine. Le attività sportive oggetto del progetto sono: lo yoga, il trekking, le mini olimpiadi e i balli tipici, oltre alla elaborazione di modelli nutrizionali corretti per i tre pasti principali e per gli snack.

I paesi partecipanti, oltre all’Italia, sono la Spagna, la Lituania e la Francia, rappresentata dall’Isola di Reunion. Tre alunni, frequentanti la seconda media, Luigi Elia (2F), Ivan Giacobbe (2F) e Valentina Masucci (2H) accompagnati dalle professoresse Anna Luisa Curatolo e Susanna Cirillo hanno vissuto una intensa settimana di attività nell’Ile de la Reunion. È un’isola piccola, aspra e bellissima, la cima emersa di un vulcano, fusione di montagne e lagune, popoli e culture e la vegetazione tropicale ricopre ogni cosa.

Molto coinvolgenti sono state le attività a scuola: la presentazione dei paesi partecipanti attraverso video e slides che hanno visto gli alunni veri protagonisti, la scelta del logo del progetto, la frequenza di un workshop per la confezione di prodotti naturali e un interessante incontro a cura di una nutrizionista sulla dieta sana.

Il Paese ospitante ha organizzato attività sportive che hanno emozionato e messo a dura prova tutti, alunni e docenti: hiking nei sentieri impervi dei Cirque (una specie di canyon circolari circondati da montagne) alla scoperta della foresta pluviale. Sfide sportive: una attività di orienteering nella foresta e un primo approccio allo stand up paddle, una specie di surf in cui si sta in piedi su una tavola e si procede con una pagaia, attività praticata in un tratto di Oceano Indiano, una specie di laguna creata dalla presenza di naturali barriere coralline, ovvero “Le Saline Beach”.

La delegazione della Reunion ci ha guidati a visitare l’osservatorio delle tartarughe marine, specie protetta e un giardino delle spezie e dei profumi in cui abbiamo potuto ammirare fiori e piante mai visti prima.

Lingua veicolare del progetto è la lingua inglese che i nostri studenti hanno potuto veramente utilizzare per reali scopi comunicativi, oltre naturalmente al francese, allo spagnolo e a qualunque altro idioma potesse consentire di stabilire relazioni, legami, momenti di conoscenza e di incontro indimenticabili. È questo il clima che si respira durante le mobilità dei progetti Erasmus, ma questa volta è stato tutto davvero speciale.

Quest’isola persa nell’Oceano Indiano ci ha insegnato che la multiculturalità è possibile ed è la loro realtà, gli Africani si sono mescolati ai Malgasci, ai Cinesi, agli Indiani e ai Francesi; anche i caratteri somatici si sono fusi insieme in modo splendido e sorprendente.

Il programma Erasmus costituisce il segno luminoso che si può ancora immaginare un mondo fatto di tante culture, ognuna con un proprio valore, una propria ricchezza da scoprire e tornando a casa ci restano profumi di Paesi lontani che si mescolano, suoni di lingue diverse che si incontrano, il segno che si può davvero pensare di essere cittadini del mondo.

Susanna Cirillo