San Severo da città egocentrica a realtà eco-centrica 

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La complessa questione dello smaltimento dei rifiuti richiede uno sforzo onesto e leale da parte di tutte le forze politiche e sociali del territorio, nonché dei cittadini.
Una considerazione di fondo: da quando il servizio di igiene urbana è stato affidato ai privati,  in primis dalla Giunta Giuliani, sono lievitati i costi ed i problemi  di natura economica, ambientale e legale stanno venendo prepotentemente al pettine.
L’ inchiesta giudiziaria “Daunia venenum” sulla Lufa Service, l’ operazione black fire, la determina dirigenziale del 22/5/19  circa l’allarme di contaminazione per rifiuti radioattivi conferiti presso l’impianto di Deliceto e recentemente l’ incendio dei mezzi e degli uffici della NU., l’inchiesta  sull’impresa della famiglia Montagano alla quale San Severo conferisce i rifiuti organici e che vede coinvolto anche il Dirigente tecnico della Provincia di Foggia che ha rilasciato l’AIA per la Sagedil sull’area ex Safab, hanno evidenziato  ancor di più che la gestione dei rifiuti nella nostra città necessita di un cambio di passo e di nuove strategie.

Secondo noi vanno riviste le modalità della raccolta differenziata; i dati della  provincia di Foggia non collocano San Severo tra i Comuni virtuosi, venendo scavalcata da molti Comuni del subappennino (con punte che vanno oltre il 70%) ma anche da diversi Comuni dell’alto tavoliere che rientrano nell’ARO FG4, come Apricena, Poggio I., Serracapriola e Chieuti. Il servizio di raccolta porta a porta va  ridotto  solo all’organico e all’indifferenziato mentre i materiali riciclabili (plastica, vetro, carta)  dovrebbero essere conferiti in punti di raccolta di comunità (p.es. presso i centri commerciali, scuole, uffici pubblici ecc.). La  tracciabilità tramite tessere magnetiche personali premierebbe i cittadini virtuosi (bonus e/o sconti sulla bolletta), incrementerebbe la R.D. con benefici economici e  convoglierebbe   l’impegno della ditta appaltatrice su altre mansioni ben precisate nelle condizioni di appalto quali il raggiungimento degli obiettivi di legge per la RD, la pulizia delle aree verdi, delle aree periferiche… ). Inoltre sarebbe opportuno che i Sindaci emettessero ordinanze plastic-free che vietino, durante sagre, feste su aree pubbliche e nei locali pubblici l’uso di contenitori, accessori, posate, bicchieri usa e getta, utilizzando, in alternativa, materiale biodegradabile o con resa.

Oltre alle responsabilità regionali circa le disposizioni in materia, c’è stato comunque un boicottaggio da parte delle Amministrazioni Comunali locali nel far decollare l’Ambito di Raccolta Ottimale (ARO). Ricordiamo che l’ARO, secondo le intenzioni e disposizioni regionali,   dovrebbe gestire tutte le attività che orbitano attorno alla raccolta in modo coordinato con i diversi Comuni del bacino, al fine di chiudere il ciclo del rifiuto nel proprio territorio.                  A tal riguardo, auspichiamo un impianto di smaltimento dei rifiuti organici (compostaggio) a gestione pubblica e dimensionato al fabbisogno territoriale dell’alto tavoliere (secondo i dati del 2016 sono stati smaltiti circa 9 mila tonnellate di rifiuti organici pari al 21% del totale). Stimiamo che un impianto dimensionato per un massimo di 20 mila tonnellate/anno sia la taglia giusta anche ipotizzando un margine di sicurezza che preveda il raddoppio del conferimento dell’organico (circa il 40% del totale), in alternativa all’impianto privato di 60 mila tonnellate proposto nel posto sbagliato.

Un impianto pubblico e ridimensionato di compostaggio, insieme ad una revisionata raccolta porta a porta, alla gestione comprensoriale  e agli eco-bonus,  potrebbero significare un notevole risparmio per i comuni; una riduzione della TARI e maggiore trasparenza. San Severo può proporsi come capofila dell’Aro per la realizzazione di una piattaforma di trasformazione del rifiuto organico e compostabile, utilizzando risorse regionali e con la compartecipazione dei comuni interessati.  Anche per queste ragioni e sulla base dell’O.d.g. approvato in Consiglio Comunale, chiediamo al Sindaco Miglio un atto in autotutela per sospendere qualsiasi efficacia della delibera n. 142 del 2015.

Dal comunicato dell’Ing. Michele di Scioscio, portavoce Verdi – San Severo