L’uomo e le pandemie nella storia – prima parte

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credits: ilriformista.it

Il dott. Luigi Marzocco nasce a Bovino il 24 ottobre 1941 dove trascorre la sua infanzia e prima adolescenza, per poi i trasferirsi con la propria famiglia a Foggia. Si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Chieti. Ha esercitato la sua professione come medico di famiglia e medico ospedaliero presso l’Ospedale Psichiatrico “Don Uva” di Foggia. Il 17 giugno 2011 si è laureato in Scienze Religiose presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Vergine Maria del Soccorso” di San Severo. In questo suo primo contributo sulle pagine de laRetorica.it descrive sin dalle origini le realtà pandemiche che l’uomo ha conosciuto nel corso della storia.

L’uomo, da sempre, fin dalla più recondita antichità, da quando ha iniziato ad organizzarsi in gruppi di persone che convivevano insieme, ha dovuto affrontare ricorrenti ondate epidemiche.

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Una di queste epidemie la vediamo addirittura descritta nell’Iliade di Omero, che mise in ginocchio gli Achei perché Agamennone aveva offeso Crise, sommo sacerdote di Apollo, che lo vendicò: «Cantami, o Diva, del Pelìde Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco generose travolse alme d’eroi, e di cani e d’augelli orrido pasto lor salme abbandonò».

Queste epidemie sono state sempre accompagnate a guerre, ad invasioni di popoli barbari, a carestie a condizioni di estrema povertà e di miseria, ed hanno sempre cambiato o influenzato in modo decisivo il corso della storia.

La Peste di Giustiniano – credits: assocarenews.it

Ad esempio, la Peste di Giustiniano (561 d.C.) che ebbe luogo nei territori dell’Impero bizantino, proprio nel momento del suo massimo splendore e dovuto al batterio Yersinia Pestis, provocò conseguenze disastrose. Il focolaio di infezione, partendo dall’Etiopia e dall’Egitto, dato i notevoli flussi di generi alimentari che provenivano da questi paesi, si diffuse rapidamente in tutto l’impero fino a Costantinopoli che registrò la perdita del 40% della sua popolazione. Le conseguenze economiche furono catastrofiche. Molti storici vedono in questa fase di indebolimento dell’Impero bizantino una linea di separazione tra l’Antichità ed il Medioevo.

Il trionfo della morte – credits: storicang.it

Con la Peste nera (tra il 1356 e il 1353), descritta anche dal Boccaccio, l’umanità visse una delle più grandi pandemie della storia. La popolazione europea passò da 80 a 30 milioni di persone. L’infezione fu sostenuta dal batterio Yersinia Pestis che si trasmette dai ratti agli uomini per mezzo delle pulci. Questa, in fasi successive, partendo dall’altopiano della Mongolia, dopo aver colpito la Cina e la Siria raggiunse l’Europa infettandola tutta. Fu causa di devastanti conseguenze demografiche e di notevoli turbamenti sociali: si arrivò a ritenere responsabili del contagio gli ebrei che pensavano inquinassero i pozzi per cui furono soggetti a persecuzioni ed uccisioni, e nacquero numerosi movimenti religiosi fra cui il più noto sono i flagellanti.

1918, pazienti ricoverati per la spagnola a Fort Collins, in Colorado – credits: storicang.it

Più vicina a noi, ma non meno deleteria, è stata la pandemia di Influenza spagnola (1917-1920) che imperversò in Europa ed in tutto il mondo verso la fine della Prima Guerra Mondiale causando dai 50 ai 100 milioni di morti e più di 500 milioni di infetti. L’aspettativa di vita dell’inizio del XX sec. si ridusse di ben dodici anni.

Sembra che la Spagnola abbia avuto origine nello stato americano del Kansas e che il virus sia passato dai maiali all’uom: infatti già alla fine del 1917 si registrò una prima ondata in almeno 14 campi militari statunitensi. Altri invece pensano che l’influenza abbia avuto origine in Asia Orientale, altri ancora che il virus, proveniente dalla Cina, abbia avuto una mutazione negli Stati Uniti, vicino a Boston, per poi diffondersi da Brest, in Francia, in Europa e nel mondo contemporaneamente agli spostamenti delle truppe sui fronti europei.

L’influenza fu battezzata Spagnola perché nella Spagna, essendo neutrale durante la Grande Guerra, le informazioni sulla pandemia circolavano liberamente, a differenza degli altri paesi che cercavano di nascondere i dati perché coinvolti nella lotta.

Luigi Marzocco