L’uomo e le pandemie nella storia, la terza parte

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credits: Concetta Marzocco

Terza ed ultima parte – non però l’ultimo contributo del dott. Marzocco – della disamina delle pandemie nel corso della storia, che in questo finale circoscrive all’Italia. Sempre nel parallelismo con l’Influenza spagnola, anticipa brevemente le terapie in uso e la speranza del vaccino contro il virus.

In particolare, in Italia, il primo paese in Europa ad essere stato colpito duramente dalla pandemia, assistendo in alcune Regioni anche ad una ecatombe di decessi, durante la prima ondata c’è stata la diffusa voglia e la volontà di reagire e ciò ha fatto giustamente ricondurre a medici ed infermieri il ruolo di veri e propri eroi. Tuttavia, dopo la successiva euforia estiva, quando ormai ci sentivamo liberi e sicuri di aver finalmente sconfitto il virus, anche un po’ orgogliosi di essere stati i più bravi di tutti, siamo ricaduti nella seconda ondata, che questa volta sta interessando tutte le Regioni: siamo ora come pervasi da un senso di scoramento, di sconforto, di impotenza ed a volte anche di rabbia riguardo a tutte le soluzioni che dall’alto ci vengono imposte e di sospetto di secondi fini.

credits: Concetta Marzocco

Anche nell’Influenza spagnola c’è stata dopo la prima ondata pandemica, una seconda ondata, ancora più devastante, e poi ancora una terza ondata e strascichi per diversi anni. Anche per quanto riguarda le terapie utilizzate durante la Spagnola ci fu una notevole confusione, a causa della scarsa conoscenza degli agenti causali patogeni e dei meccanismi scatenanti la malattia ed inoltre erano scarsi i mezzi che la scienza medica metteva allora a disposizione.

Per quanto riguarda la pandemia di influenza del 1918 i decessi sembrano essere stati causati, secondo studi successivi, non so quanto accreditati, più che dal virus da una polmonite batterica e che a far precipitare la situazione sia stato l’uso eccessivo di aspirina che allora si prescriveva come terapia. Anche attualmente, anche se c’è stato una enorme proliferare di pubblicazioni e di ricerche scientifiche sul nuovo coronavirus, che sommate al rincorrersi di notizie non verificate e a dichiarazioni politiche, hanno reso il tutto più complicato.

credits: cemadgemelli.it

Ci sono avute promettenti esperienze di singoli medici, contestate o del tutto smentite poco dopo da altri colleghi, dichiarazioni e pubblicazioni di protocolli terapeuti si sono succeduti a ritmo serrato.

In sostanza attualmente abbiamo esclusivamente una terapia di supporto (= ossigeno terapia specie nei casi acuti) ed una terapia per cercare di alleviarne la sintomatologia e di evitarne le complicanze, sempre nella speranza che la malattia si risolva spontaneamente, così come è prassi nelle malattie esantematiche e virali in atto. Una terapia che sembra contrasti efficacemente il virus, a mio parere, è l’uso della sieroprofilassi con plasma iperimmune di soggetti guariti che fornisce ai malati direttamente gli anticorpi utili a contrastare l’infezione.

credits: icn.ch

Si è, nel frattempo, nella spasmodica attesa del vaccino che dovrebbe risolvere la situazione, questo almeno parzialmente, perché si è aggiunto, che nonostante il vaccino saremo costretti a convivere con questo virus ancora per parecchio tempo.

Luigi Marzocco