Contro un nemico invisibile e sconosciuto

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credits: vocetempo.it

In questo suo ultimo contributo sulla disamina dell’infezione in corso dal nuovo coronavirus, il dott. Luigi Marzocco conclude con alcune considerazioni sugli abiti e sulle precauzioni da osservare in questo tempo di emergenza epidemiologica da Covid-19.

In questa rappresentazione, il tipico abbigliamento dei medici durante la peste nel XVII sec. si raffigura l’abito del medico della peste in un disegno del 1656 e la sua descrizione di Charles de Lorme, medico di Luigi XII.

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I medici della peste dovevano infatti indossare occhiali.
Anche adesso è raccomandato di proteggere gli occhi con delle visiere perché il virus Covid-19 potrebbe penetrare nell’organismo attraverso la muccosa congiuntivale.

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E una maschera con un naso “lungo una ventina di centimetri, a forma di becco, pieno di profumo e con due soli buchi – uno per lato accanto alla rispettiva narice – ma che era sufficiente a respirare, e che portava insieme all’aria l’effluvio delle erbe contenute lungo il becco”.
Noi invece, lo stesso, usiamo le mascherine che ci permettono di respirare, anche se malamente, per proteggerle muccose del naso e della bocca ed impedire che il virus possa penetrare nell’organismo.

Infatti, in tempi precedenti alla teoria dei germi della malattia, i medici credevano che la peste si diffondesse attraverso l’aria avvelenata che poteva creare uno squilibrio negli umori di una persona o nei fluidi corporei.
Anche noi crediamo che il virus possa persistere lungamente in luoghi chiusi e non aerati, diffondersi attraverso l’aria inquinata, e penetrare nell’organismo provocandoci la malattia attraverso uno squilibrio umorale ed immunologico.

Si pensava che i profumi dolci e pungenti fossero in grado di disinfestare le aree colpite dalla peste e di proteggere chi respirava; mazzolini di fiori, incenso e altri profumi erano infatti molto comuni all’epoca.
Noi invece usiamo i nebulizzatori per purificare l’aria.

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Come accessorio, inoltre esisteva un bastone speciale, che i medici utilizzavano per esaminare i pazienti senza toccarli e per tenere lontane le persone (= distanziamento sociale attuale) e per togliere i vestiti degli appestati.

Lorm ideò inoltre una veste idrorepellente di tela cerata lunga fino ai piedi, comprensiva di guanti, scarpe e cappello a tesa larga.
Anche adesso i medici usano tute speciali, guanti e scarpe particolari.

Ricordiamo inoltre che ci raccomandano di pulirci immediatamente e frequentemente le mani, specie dopo essere venuti a contatto con degli oggetti e delle superfici dure perché il virus potrebbe persistere lungamente su di esse.
Ciò mi riporta alla mente gli untori di manzoniana memoria ed alle traversie ed ai pericoli in cui incorse a Milano il povero Renzo.

Luigi Marzocco