Nel ricordo di Cristina.

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profilo Facebook ENPA Torremaggiore-Fg rifugio "Cristina Siena"

Sono passati sei anni. Il suo ricordo non sbiadisce.

Da LaRetorica.it del 13 novembre 2016.

Nel ricordo di Cristina.

Torremaggiore. Un anno fa veniva a mancare prematuramente Cristina Siena. Incredulità e sgomento in quella sera di venerdì 13 novembre del 2015 per un’altra giovane età strappata alla Terra che gettava nello sconforto la famiglia, rendeva più triste un intero paese e coloro che l’avevano conosciuta ed apprezzata per la sua opera benefattrice. Come il sottoscritto. Nel silenzio, tra cento difficoltà, con l’aiuto di alcuni volontari, collaboratori e professionisti, Cristina portava avanti il rifugio del cane “San Francesco” a Torremaggiore, struttura dell’E.N.P.A. – Ente Nazionale Protezione Animali, che nonostante le esigue disponibilità finanziare, si occupava instancabilmente del recupero, del ricovero d’urgenza, del pensionamento e della reimmissione nel territorio di cani e gatti.

Con la stessa discrezione che era solita usare in questa sua passione, prima che impegno, vorrei semplicemente ringraziare Cristina, un’altra volta, ma questa volta pubblicamente, nelle pagine di questo Giornale, per come si prese cura del gatto che raccolsi, con molta reticenza, per strada, quasi moribondo, una sera di un giorno di settembre nel 2014. Fui esortato a prestare soccorso all’animale,  per l’impeto coraggioso di chi mi era vicino e che si ribellò alla morte, credendo fino in fondo che gli ultimi respiri possono diventare speranza di vita. Affidammo il felino alle prime cure del veterinario e successivamente ad un lungo periodo di convalescenza e riabilitazione nella struttura gestita da Crisitina. Era una caso il cui recupero doveva sfiorare il miracolo, se l’Onnipotente ritiene meritevole anche le bestie dei suoi interventi soprannaturali. Periodicamente, attingevamo notizie delle condizioni dell’animale. A distanza di qualche mese, incontrai Cristina e le chiesi del gatto che tempo prima aveva preso in cura. Mi rispose che era completamente guarito, anche nei traumi fisici evidenti ed importanti, che nella maggior parte delle circostanze avrebbero segnato la successiva esistenza dell’animale.

Potrebbe essere riduttivo ricondurre il ricordo di una giovane donna ad una singola esperienza personale, ma mi chiedo quanti casi come il mio, Cristina ha dovuto affrontare e potuto risolvere durante i suoi anni di volontariato. Mi chiedo quanti animali in giro nel paese e lungo le strade, Cristina ha dovuto soccorrere, rifocillare, rimettere in sesto, curare e guarire, con mezzi esigui, spesso ringraziando l’opera di benefattori, per interi anni dedicandosi ad un’opera  che, nella realtà, avrebbe dovuto essere in primo luogo impegno di uno Stato sociale rivelatosi quasi sempre assente all’incolumità e la tutela dei randagi e degli animali domestici abbandonati. E’ semplice tacitare le coscienze riducendo la questione al discorso all’essere animale che non è meritevole delle stesse attenzioni di un essere umano, ma non è così! Anch’essi fanno parte del Creato, quello stesso Creato che permise a Francesco d’Assisi d’innamorarsi di Dio, rinnegando famiglia e ricchezza ed introducendo la prima forma di rispetto dell’uomo verso l’animale ed ogni forma di vita sulla nostra Terra.

Molte cose stanno cambiando: una più attenta legislazione che punisce chiunque reca del male agli animali in qualsiasi modo e condizione; una lotta senza confini verso traffici illeciti di parti di animali; sperimentazioni su cavie che non godono più i favori del consumismo; un associazionismo sempre più importante, presente e attivo che si fa portavoce del benessere e della civile convivenza degli animali nei centri abitati; una lotta al randagismo e all’abbandono degli animali che finalmente impera nei mass media e sui social. Poi, c’è l’opera dei “piccoli uomini e donne” che quotidianamente prestano tempo, denaro, forze ed attenzione verso la cura degli animali, senza chiedere tanto, piuttosto più rispetto e quando possibile, liberamente, sostentamento di piccoli beni materiali.

Non tutti abbiamo la sensibilità nel poter soccorrere un animale ferito, ma una telefonata ai Vigili Urbani o all’E.N.P.A. di zona non costa nulla. Quante volte avete gettato vecchie coperte e piumoni, pensando che non potessero servire più a nessuno? Quante volte eravate nella condizione di poter offrire una scatola di umido o una busta di crocchette al cane di quartiere, senza togliere nulla alla vostra abituale spesa, anche semplicemente regalandola al canile del paese? E soprattutto nella calura estiva, quante volte non vi siete preoccupati di dissetare un cane che vi ha rivolto sguardo affaticato? Avete mai provato a digiunare per più di un giorno? A non bere acqua? Siete mai stati per tante ore con un trauma, una ferita lacero-contusa senza ricevere aiuto e cure?  Le sofferenze che lamenta l’uomo sono le stesse degli animali. Il dolore è lo stesso, ma l’uomo con l’intelligenza può risolvere, un cane solo e malandato nel bisogno, invece, incorre in un triste epilogo. E poi c’è il sentimento dell’abbandono, che aumenta in modo esponenziale quando si riversa nelle difficoltà e che percepiscono anche gli animali, come l’uomo. Ogni sensibilità è il risvolto della coscienza e lo specchio del nostro essere: se non vi piacciono gli animali va bene, ma restare indifferenti alla sofferenza è altra cosa. Con gesti semplici ed indolori, è possibile far del bene.

Nel mese di maggio, a Torremaggiore veniva formalmente costituita una Sezione E.N.P.A. grazie alla collaborazione di alcuni volontari della città, tra cui gli stessi che aiutavano Cristina nella cura degli animali abbandonati. Gli operatori del “rifugio del cane” scelsero di dedicare la struttura alla memoria di Cristina Siena. Oggi il suo amore verso gli animali vorrei ricordarlo in questo modo, chiedendo scusa a coloro che l’hanno sempre amata ed ancora l’amano, se la mia conoscenza di Cristina non mi ha permesso tributo più nobile e meritevole. Ma ogni volta che darò una carezza ad un cane, io mi ricorderò di lei.

Danilo de Felice

E.N.P.A. Torremaggiore Rifugio Cristina Siena
Contrada Cisterne, 71017 Torremaggiore, Foggia
IBAN: IT 11 C 03069 78671 111576022820
Banca IntesaSanpaolo, Torremaggiore
intestazione: ENPA Torremaggiore Rifugio Cristina Siena

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