Il mito di Niobe e l’eco di un vaso di Arpi.

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Secondo appuntamento in presenza organizzato dall’Archeoclub di San Severo, previsto per il mese di marzo che avrà luogo mercoledì 16 alle ore 19:00 nella bellissima Chiesa barocca del Carmine, da poco restaurata. Argomento della serata sarà il mito di Niobe, raffigurato su un’hydria a figure rosse, databile al 320 a.C. rinvenuta dal dott. Ettore Maria de Juliis negli anni ’70 in una tomba a camera ad Arpi, il più importante insediamento della Daunia.

credits: paesaggioitaliano.eu

Dopo i saluti del presidente dell’Archeoclub, prof. Armando Gravina, introdurrà l’evento la prof.ssa Maria Grazia Cristalli. A seguire la relazione della prof.ssa Alba Subrizio, docente di Greco, Latino e discipline letterarie presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “Federico II” di Apricena (già cultore della materia presso la cattedra di Letteratura Latina dell’Università di Foggia) che ha approfondito l’argomento in occasione del seminario di studi “La voce di Niobe e l’eco di un vaso di Arpi” tenutosi nel 2011 a Foggia, presso il Museo Civico.

L’analisi, volta ad affermare l’unicità del pittore di Arpi rispetto ad altri contemporanei o quasi – come il cratere del Louvre e l’anfora di Amburgo – che rappresentano lo stesso soggetto, si soffermerà sul legame dell’iconografia dell’hydria e la perduta tragedia di Sofocle, incentrata sullo stesso mito, mettendo in evidenza i contatti tra la Grecia e la Daunia antica in materia artistica, letteraria e teatrale. Il mito di Niobe sarà raccontato anche attraverso la lettura di passi dagli studenti del Liceo Classico “Federico II” di Apricena che ne trasmetteranno il suo significato pedagogico.

Testo e locandina nel comunicato dell’Archeoclub di San Severo, a firma del Vice Presidente, prof.ssa Maria Grazia Cristalli.