I ragazzi Erasmus BEE in Ungheria per imparare a diventare cittadini ecosostenibili.

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credits: csongrad.hu

È terminata la seconda mobilità in Ungheria per il progetto “Erasmus BEE” dell’Istituto Secondario di I grado “Petrarca Padre Pio” di San Severo. Gli alunni Elisabetta Ruino, Stefano Maratea, Luigi Lanzone, Valeria d’Arenzo e Antonio Rubano hanno vissuto una settimana a Csongrad accompagnati dalla prof.ssa Mariachiara Giarnetti e dal prof. Antonio Sciscioli. Numerose le attività del ricco programma che li ha visti partecipi insieme a coetanei provenienti dalla Spagna, Portogallo, Turchia e Polonia.

Ospitati dalle famiglie ungheresi hanno potuto anche confrontarsi su usi e costumi del posto. – «È stata un’esperienza bellissima, il papà di Csogor ci ha raccontato la storia dell’Ungheria e ci ha anche portato a visitare antiche rovine romane nei dintorni della cittadina» – ha dichiarato Stefano.
Le famiglie ungheresi sono state come sempre molto gentili e disponibili. Hanno accolto i nostri ragazzi con affetto facendoli sentire parte della famiglia già dal primo momento. E ovviamente il giorno della partenza ha portato un pò di magone a tutti.

Il progetto Erasmus BEE – Becoming European Ecocitizens – vuole rendere gli alunni più attenti e responsabili verso l’ambiente e soprattutto questa mobilità ha puntato molto sull’idea del riciclo e dello “zero waste” (zero sprechi). Infatti prima della partenza i nostri alunni hanno dovuto partecipare ad un challenge dimostrando come si possa riutilizzare un contenitore di plastica o vetro, come riciclare una vecchia camicia o creare del compost per le piante di casa.
In questi giorni abbiamo avuto modo di partecipare a dei laboratori dove produttori locali ci hanno spiegato l’importanza delle api per la sopravvivenza del pianeta, come riciclare pezzi di legno rinvenuti dal mare, hanno anche presentato i loro prodotti biologici come il miele, una bevanda alla prugna, germogli coltivati in maniera ecosostenibile e infine ci hanno dimostrato come centrifugare l’erba per ottenere una squisita bevande dissetante che solo i più coraggiosi hanno degustato.
– «All’inizio ero titubante, ma poi convinto dalla prof portoghese, Cidàlia, ho assaggiato la bevanda e devo dire che non era male. Aveva il sapore di olio di oliva appena estratto» – così spiega Antonio le sue sensazioni dopo la degustazione.

Non sono mancati esperimenti in laboratorio di chimica e biologia per estrarre la clorofilla e vedere la durezza dell’acqua che hanno divertito molto tutti i ragazzi e anche i docenti si sono cimentati negli esperimenti proposti. La settimana ha visto anche la visita presso la Rijk Zwaan, una stazione di ricerca sulle specie vegetali più resistenti ai cambiamenti climatici da coltivare in futuro. I coordinatori della Rijeka Zwaan hanno parlato del futuro della produzione ecosostenibile di frutta e verdura trovando soluzioni a problematiche legate al cambiamento climatico.

Ma sicuramente la visita alla Zoo di Seghedino è stato il momento che è piaciuto di più a tutti. Qui infatti abbiamo avuto la possibilità di adottare una giraffa. Il nostro certificato di adozione ci rende orgogliosi di aiutare il pianeta anche in questo modo. Il nome che abbiamo dato alla giraffa? HIPPTS (l’acronimo di Hungary, Italy, Poland, Portugual, Turkey e Spain) é già nel cuore di tutti noi. Anche la visita all’arboreto di Szarvas, il giardino botanico più vasto d’Ungheria, ha suscitato interesse e curiosità per le migliaia di alberi rari e specie vegetali, tra cui gli abeti giganti della California, i ginkgos del Giappone e un’infinità di erbe officinali.

Infine, l’ultimo giorno Tamàs Koncz-Bisztricz, uno studente ungherese molto talentuoso ci ha mostrato le sue meravigliose fotografie. Scatti che hanno immortalato la natura e gli animali dei dintorni di Csongrad e che ci hanno ricordato la bellezza della natura. Quelle fotografie ci aiuteranno a non dimenticare il nostro compito di salvare il pianeta formando futuri cittadini amici dell’ambiente.

La commissione Erasmus BEE

Testo e fotografie nell’articolo nel comunicato della prof.ssa Mariachiara Giarnetti.